LOUIS-CLAUDE DE SAINT MARTIN 
 




  






Louis Claude de Saint-Martin filosofo francese (1743 – 1803), di famiglia aristocratica, rimasto orfano da bambino, ebbe come matrigna una donna di grande intelligenza e sensibilità, che lo amò come un figlio e, scoperte le sue predisposizioni, lo indirizzò negli studi. In seguito egli confessò agli amici che a quella meravigliosa madre doveva la sua felicità, perché da lei era stato educato ad amare Dio e gli uomini. Frequentò il Collegio di Pontlevoy, celebre per la sua ricca biblioteca di autori mistici.

Propose una lettura dei testi cristiani alla luce di interpretazioni esoteriche, ridefinendo la  ricerca mistica in senso cardiaco.
Diviene avvocato ma non si appassiona alla professione e si arruola come sottotenente a Bordeax, si interessa a studi esoterici diventando adepto di Martinez de Pasqually la cui dottrina si presentava come erede di tradizioni segrete. Abbandona l'esercito nel 1771 per dedicarsi interamente ai suoi studi, nello stesso anno, in Germania, ebbe modo di conoscere le opere di Jacob Bohme (1575- 1624), un mistico tedesco che affermava che, in virtù delle corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, in ogni essere vivente esiste una traccia dell’universo, per cui l’uomo era in grado, con le sue sole forze, di scrutare il cuore di ogni cosa e di scegliere liberamente se porsi dalla parte del bene e della luce, o del male e delle tenebre. La lettura delle opere di Bohme ebbe su LCDSM un enorme influenza.
Scrisse molto sotto l'influenza di Böhme, conciliandone gli insegnamenti con quelli del suo primo maestro Martines e traducendone le opere.

Tra il 1773 ed il 1774 dimora a Lione presso Jean-Baptiste Willermoz (1730-1824), anche lui intimo di Martines. A Lione Saint-Martin scrive la sua prima opera «Des erreurs et de la vérité, ou les Hommes rappelés aux principes de la science». Segue «Le Tableau naturel des rapports qui unissent Dieu, l'Homme et l’univers» del 1782.
Si distacca dalle ricerche esoteriche e dalla massoneria per cercare un contatto diretto col divino attraverso la preghiera.  
Tornato in Francia, si trovò in piena rivoluzione; a Parigi fu arrestato, essendo un nobile, ed incarcerato, ma fu subito liberato grazie all’intervento di un amico massone.
Per alcuni anni si mantenne con i proventi delle sue opere e lavorando per alcune biblioteche all’ispezione e alla catalogazione dei testi; tornò poi a Parigi, dove gli fu offerto un posto di professore alla Scuola Normale.

Prima dell'inizio dei tempi, per Saint-Martin, Dio produsse per emanazione degli esseri spirituali, gli Angeli. Poi una parte di questi angeli cadde nel peccato e quindi Dio creò un universo per circoscrivere il male ed imprigionarvi gli angeli caduti. Nello stesso tempo creò l'uomo primordiale, l'Adam Cadmon, l'androgino.
Ma l'uomo, indotto in tentazione dagli angeli caduti, precipitò in quell'universo, rompendone l'armonia e dividendosi in maschio e femmina, divenendo mortale e soggetto a malattia. Saint-Martin descrive lungamente le conseguenze della Caduta e, considerandone gli sviluppi, indica le vie attraverso cui l'uomo può rigenerare sé stesso. Saint-Martin ha la tendenza a fuggire il mondo, ma non si rifugia in una mistica pura, resta un insaziabile osservatore della natura integrando ogni nozione in un sistema  escatologico.
Sull'insegnamento di Louis Claude de Saint-Martin, nel 1888, il medico ed esoterista francese Papus, al secolo Gérard Encausse, fondò l'Ordine Martinista,